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Empatia e attenzione

Laboratorio del governo di sé

Laboratorio del governo di sé

Un'idea semplice è un'idea indispensabile

Secondo seminario: 7-8 febbraio 2013

Appunti sparsi

 

 

Breve introduzione di Alfredo Fontanini

Pier Francesco Ferrari


  • La natura dell'uomo è in una tensione continua fra bene e male, ma perché è necessaria la parte "maligna" nella natura umana?

  • Studi legati agli scimpanzé, per esempio, sottolineano che essi hanno una componente maligna di natura: a volte agiscono con il solo scopo di uccidere dei loro simili. Gli scimpanzé sono conflittuali, ma poi si riconciliano, si consolano e così via.

  • Dunque la malignità non è esclusiva dell'uomo. E l'aggressività ha diverse forme, anche controllate, che sono positive.

  • Noi però siamo in grado di "metterci nei panni degli altri". Non esiste moralità senza reciprocità ed empatia

  • Come facciamo a comprendere gli altri?Connessione integrata delle reti neurali, fra sistema visivo e motorio: uno stimolo visivo attiva il neurone motorio (senza che il movimento venga effettivamente compiuto)

    • la muscolatura facciale si è evoluta per poter comunicare emozioni
    • capire il comportamento altrui è il centro della nostra vita
    • il volto è l'elemento attrattivo fin dalla nascita (bimbo-mamma)
  • I NEURONI SPECCHIO (che sono una struttura innata)ci permettono di capire le azioni degli altri, tramite la nostra conoscenza motoria (quando viene attivata).I neuroni specchio (sistema mirror) si attivano anche con uno stimolo uditivo (tono della voce)

    • comprendiamo gli altri perché dentro di noi attiviamo gli stessi movimenti
    • esistono diversi livelli di comprensione, anche in base all'esperienza
  • Avviene una codifica dell'intenzione da parte del sistema mirror e la capacità "predittiva" è aiutata dal contesto I neuroni specchio hanno una natura prospettica: prevediamo continuamente il futuro ma teniamo presente sempre il passato (fit forward)

Sistema mirror ed emozioni (empatia)
  • L'empatia emotiva è un meccanismo incontrollabile

  • L'e. non è un fenomeno unitario e rappresenta la capacità di condividere le sensazioni e le emozioni altrui

  • Usa un canale corporeo di sintonia/sincronia e un canale cognitivo (perspective taking: provo a mettermi nei panni di un altro anche senza avere la stessa esperienza)

  • Ci sono poi strategie di autoregolazione delle emozioni (nei bimbi) a seconda di quali feedback hanno generato nella propria esperienza passata.

  • Imitazione corporea: ripetere la stessa cosa crea familiarità (esistono anche emozioni contagiose, e gesti correlati come ridere, sbadigliare...)

  • Vi sono però meccanismi cognitivi di regolazione dell'empatia (un chirurgo che opera...)

  • Quando si entra in una sovrastruttura, esterna rispetto all'interpersonale, entra in gioco la complessità e la capacità di bloccare o inibire l'empatia può essere funzionale.

Al termine della mattinata è stato fatto un piccolo esercizio a coppie, di imitazione (tipo specchio) dei movimenti altrui, per verificare chi fosse dominante e chi invece seguisse l'altro.[Ascolta la lezione di Ferrari (1 e 2)]

Julio Velasco


  • Esiste una differenza fra simpatia ed empatia?

    • simpatia implica identificazione
    • empatia è reciprocità (ti capisco e ti porto verso di me: feedback)
  • Empatia i funzione di convincereGestire dei campioni: l'uomo di talento che incontra il proprio limite non è attrezzato per affrontarlo

    • nella gestione delle persone si deve considerare la qualità delle persone e il ruolo da assegnare loro
    • deve essere chiaro a tutti dove vogliamo andare (è anche questo il ruolo del leader)
    • l'esortazione non funziona: servono esempi che motivino le persone
  • E' importante fare un'esperienza (da adulti leader): imparare una cosa nuova come sciare, ballare, suonare...

  • E' meglio far fare delle cose piuttosto che farle vedere. E' meglio farle vedere piuttosto che spiegarle (esercitare il solo potere della conoscenza e della capacità di fare non funziona).

  • Che cosa vuol dire "giocare bene"?

    1. riconoscere una situazione
    2. elaborare una soluzione per quella situazione
    3. realizzare tecnicamente quella soluzione.
      Noi vediamo e giudichiamo solo la 3, ma il problema spesso è nell'1 o nel 2.
  • Porre domande è utile, ma bisogna accettare la dialettica ed evitare il conformismo del gruppo al suo leader.Fondamentale è usare 

    • Se nella dialettica non si trova una sintesi, qualcuno deve decidere: e lì bisogna spiegare bene perché si esercita una scelta di autorità.
  • Fondamentale è usare parole-chiave, cioè concetti di una riga ciascuno (esercizio di sintesi).
  • Io rimprovero qualcuno davanti a tutti solo se costui ha fatto qualcosa che va contro il gruppo oppure se mi ha sfidato. Altrimenti il rimprovero è individuale e avviene in un contesto di relax, informale, con calma.

Empatia e autorevolezza

  • E' solo uno degli elementi.

  • Giocare in squadra è un metodo e l'allenatore deve avere molto chiaro come si vuole giocare.Aiutarsi è parte del gioco, non è questione di amicizia, non è questione di amare la squadra...

    • la conoscenza crea autorevolezza
    • stabilire i ruoli per ciascuno
    • da ciò nasce la cooperazione
    • il peggior nemico del gruppo è la conflittualità interna
  • Perché quelli bravi devono fare gioco di squadra? Perché gli conviene.Non è detto che in ogni contesto di più persone si debba usare il "gioco di squadra"

    • il leader deve convincere il campione che gli conviene (non che è giusto...)
    • ... e così si vince e quindi conviene a tutti
    • il senso di appartenenza viene dopo
  • I meccanismi che rafforzano il gruppo e il senso di appartenenza scattano con le vittorie

  • Io non chiedo mai a un giocatore più di una cosa. Quindi ci vuole "la priorità" e sapere qual è quella giusta.Poi si devono superare e correggere i difetti.

    • io chiedo una sola cosa e chiedo un cambiamento subito
    • scegliere la priorità giusta per ciascuno
    • l'errore è dedicare tempo ed energie un po' a tutto...
  • Così come non c'è nessun giocatore con il 100% di successi, anche un coach non può avere il 100% di decisioni giuste (il suo gioco è decidere)

    • l'importante è che si sappia che l'errore non ha motivi nascosti o dietrologie
    • bisogna essere giusti e sembrare giusti
  • Quanto si programma a tavolino e quanto si improvvisa?Responsabilità e visibilità.

    • la squadra non è un'orchestra classica (in cui il direttore suona attraverso l'orchestra). Io preferisco il gruppo jazz...
    • si suona insieme, con un linguaggio comune, e si improvvisa con dei limiti, come la partitura (che corrisponde alla disciplina, alla tattica)
      • Quando hai la palla: creatività. Quando l'avversario ha la palla: tattica
    • si insegnano i criteri ma lasciando spazio alla creatività

Attenzione

  • Focalizzarsi su una cosa alla volta

  • Per l'aspetto tattico studio gli avversari attraverso la statistica e attraverso i video

  • Io poi dò poche informazioni ai giocatori (massimo un foglio)

  • La concentrazione è diversa dall'attenzione

    • l'attenzione implica una risposta ad uno stimolo

  • La tattica è questione di studio: uno bravo è in grado di leggere e rispondere a una situazione pratica

  • E' un errore insegnare a fare qualcosa fuori dal contesto percettivoLa partita è una parte dell'apprendimento/allenamento

    • l'allenamento analitico, fuori dal contesto, è da limitare al massimo
    • metodo globale: insegnare nel contesto effettivo (il gioco)
    • si procede per progressione: conosciuto-sconosciuto, facile-difficile, etc.
  • Nei giochi "di rimbalzo" (volley, tennis...) c'è un equilibrio depressione/euforia

  • Esistono sport con closes skills (un modello perfetto da raggiungere) e sport con open skills (giochi di situazione, in cui serve reattività per vincere).

  • Gestire il successo o l'insuccesso: riesci se hai una forte passione per lo sport

Esercizi da fare:

  1. stabilire 5 concetti chiave e descriverli in una riga ciascuno (per la propria azienda, gruppo di lavoro o altro)

  2. imparare almeno per due mesi una cosa nuova

  3. leggere almeno un dialogo di Platone (il Menone su tutti...)

[Ascolta la lezione di Velasco (1 e 2)]

Dan Segre


Considerazioni al caminetto, a partire dall'idea dell'Inferno

  • L'idea dell'inferno non c'è nella Bibbia.

  • Nell'ebraismo non c'è dannazione eterna (dopo 11 mesi si è purificati) e il "diavolo" è in noi stessi, poiché la nostra stessa anima si vendica di noi.

  • Il diavolo come entità esterna è un'idea medievale.

  • Nel mondo di oggi, alcune prerogative tipiche del divino sono passate all'uomo, come creare, come l'ubiquità (con la tecnologia) etc. Ma non tutte le prerogative sono passate: la compassione, l'amore, la giustizia...

    • dunque c'è un divario fra lo sviluppo del cervello rettile e la corteccia? Come si spiega? Ha uno scopo?

Pier Francesco Ferrari


  • Questa è una visione dicotomica, perché noi prendiamo decisioni con entrambe le componenti

  • Personalmente, anche dal punto di vista epistemologico, attingere da diversi ambiti del sapere, mi permette di avere una visione d'insieme.

Dan Segre


Altre domande:

  • Che prezzo ho pagato per essere dove sono ora?

  • Quanto si può capire dello spirituale attraverso il materiale?

Pier Francesco Ferrari


  • Studi recenti ci dicono che la presa di coscienza di certi nostri movimenti avviene qualche frazione di secondo dopo che il movimento è iniziato

  • Esistono esperimenti di misurazione quantitativa della coscienza:Memoria e coscienza: casi patologici di persone in cui la memoria si accumula sempre e li rende immobili (troppo "rumore di fondo").

    • è un accessorio casuale
    • è utile all'adattamento
  • Il senso della perdita di qualcosa è un elemento di aggregazione (caso degli immigrati).

[Ascolta la discussione al caminetto]

 

Altre riflessioni emerse nella discussione di venerdì

  • Introduzione e riassunto dei temi principali (Guido Bosticco)

  • Siamo capaci di metterci nei panni degli altri? 

  • L'imitazione crea familiarità (ha detto ieri Ferrari). L'imitazione è un'azione intelligente (ha detto Redi nel primo seminario) 

  • Gli aspetti emersi di empatia e attenzione sono importanti anche nelle dinamiche di comunicazione: la relazione linguistica è permeata da aspetti emotivi e razionali e il messaggio è sempre bivalente (doppia articolazione dell'atto comunicativo) 

  • Si è parlato di dialettica positiva nel gruppo: non è detto quindi che l'armonia totale sia il meglio

  • Analisi dell'errore: considerare se l'errore fosse nella scelta della strategia o invece nell'esecuzione

  • Nel gioco di squadra è fondamentale creare delle situazioni di vantaggio per i singoli

  • Se la coscienza del gesto viene dopo il gesto (!) ancora ritorna la necessità di allenare l'intuito e l'immaginazione (così come dissero Redi e Faravelli) 

  • Il feedback positivo/negativo deve essere un gioco di apprendimento (non siamo abituati a questo) 

  • Feedback del risultato e feedback della performance sono diversi

  • Concetto di empatia culturale

  • Memoria selettiva

  • Tu cogli una risposta/informazione se e quando ti stai facendo quella domanda

  • Nel campo dell'impresa (Piero Marzot):L'impermanenza può aiutare a trovare ciò che ho perduto o ciò che cerco? 

    • se hai dei valori aziendali forti e inviolabili, ottieni una uniformità di approccio verso l'esterno
    • oggi non conta più solo il tipo di prodotto, ma anche come quel prodotto è fatto
    • se tu riesci a trasmettere i tuoi valori ai tuoi collaboratori, non esiste più il problema della delega
    • il prodotto oggi è emozionale, è condivisione di valori... oggi compri una filosofia di azienda

 

  • Abbiamo sentito Ferrari che ha proceduto dal dettaglio al tutto e Velasco che ha proceduto dal tutto al dettaglio

  • Abbiamo compreso che quando la paura bussa alla porta, dobbiamo andare ad aprire e... vedere che non c'è nessuno (Dan Segre)

[Ascolta la discussione di venerdì (1 e 2)]